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L'ATTUAZIONE

Il Cammino
Neocatecumenale, come ogni vero itinerario di catechesi, è anche
un "mezzo per suscitare vocazioni sacerdotali e di
particolare consacrazione a Dio nelle diverse forme di vita
religiosa e apostolica e per accendere nel cuore dei singoli la
vocazione speciale missionaria".
Il Cammino
Neocatecumenale è anche uno strumento che si offre al servizio
dei Vescovi per la formazione cristiana dei candidati al
presbiterato.
I
Seminari diocesani e missionari "Redemptoris Mater" sono
eretti dai Vescovi diocesani, in accordo con l'Equipe Responsabile
internazionale del Cammino, e si reggono secondo le norme vigenti
per la formazione e l'incardinazione dei chierici diocesani e
secondo statuti propri, in attuazione della Ratio fundamentalis
institutionis sacerdotalis. In essi i candidati al sacerdozio
trovano nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un
elemento specifico e basilare dell'iter formativo e, al contempo,
sono preparati alla "genuina scelta presbiterale di servizio
all'intero Popolo di Dio, nella comunione fraterna del
presbiterio".
dallo
"Statuto del Cammino Neocatecumenale"
EVANGELIZZAZIONE MISSIONARIA
Il
primo seminario "Redemptoris Mater" è stato aperto a Roma nel 1987
secondo il volere del Santo Padre Giovanni Paolo II al fine di
aiutare la nuova evangelizzazione, soprattutto quella guidata da
famiglie in missione (Implantatio Ecclesiae) in luoghi con
situazioni difficili in cui o la Chiesa non è mai stata presente
oppure, a causa del processo di secolarizzazione, ha perso
moltissimi fedeli e deve quindi necessariamente ripristinare la
primitiva attività missionaria. A queste famiglie, inviate in
risposta alla richieste di vari vescovi, venivano a mancare
presbiteri che le accompagnassero.
"Santa Chiesa di Dio, non puoi adempiere il tuo compito,
non puoi svolgere la tua missione nel mondo in nessun'altra maniera,
se non attraverso le famiglie e la loro missione. Penso che voi,
come famiglie neocatecumenali in missione, date alla vostra
itineranza una finalità, che consiste nel portare, in qualunque e
più diverso e scristianizzato ambiente, la testimonianza della
famiglia in missione. È questa una grande missione, grande
umanamente, grande dal punto di vista cristiano, e da quello di Dio,
perchè tale testimonianza, della famiglia in missione, è
definitivamente inscritta nella struttura della Santissima Trinità."
(Giovanni Paolo II alle famiglie in missione, 30.12.1998)
"Dall'opera di evangelizzazione, iniziata dalle
famiglie in diverse zone, è apparsa ben presto la necessità di
presbiteri che sostenessero le nuove comunità appena formate e con
cui si potessero costruire eventuali nuove parrocchie. "In questo
nuovo contesto sono nati i Seminari "Redemptoris Mater": grazie alla
visione profetica degli iniziatori del Cammino, al coraggio del Papa
Giovanni Paolo II e allo slancio missionario delle famiglie in
missione, quasi tutte con molti figli. Fondamentale per la
rievangelizzazione e formazione di nuove parrocchie è stata proprio
la testimonianza di fede di queste famiglie."
(Ezechiele Pasotti, Nota storica in: Il Cammino Neocatecumenale -
Statuto)
Il Seminario ha ricevuto il suo nome nei giorni in cui
fu emanata l'enciclica di Giovanni Paolo II "Redemptoris Mater"
(Madre del Redentore). La Vergine Maria è la prima e la principale
patrona di questi seminari in quanto è Lei che, come a Cana di
Galilea, vede tutte le mancanze e le miserie del popolo pellegrino
(anche la mancanza di sacerdoti) e intercede presso Dio (Giovanni
Paolo II, Redemptoris Mater, 21).
"Non è difficile constatare i frutti del Cammino
Neocatecumenale: le famiglie riconciliate, aperte alla vita e grate
alla Chiesa, si offrono per portare l'annuncio del Vangelo fino ai
confini della terra. Io stesso ho avuto modo in altre occasioni di
consegnare il Crocefisso a famiglie in partenza per le zone più
povere e scristianizzate. Da queste, stanno ora sorgendo moltissime
vocazioni. Ragazze che abbracciano la vita religiosa e
contemplativa; ragazzi incamminati verso il sacerdozio nei seminari
locali ed in quelli diocesani missionari "Redemptoris Mater", sorti
per venire in aiuto alle Chiese che, data la scarsità di clero, si
trovano in grave difficoltà. Viene così ad attuarsi l'auspicio del
Vaticano II (…)."
(Giovanni Paolo II ai catechisti itineranti del Cammino
Neocatecumenale, Vaticano, Sala Clementina, 17.01.1994)
"Ma tale missione non sarebbe possibile senza
presbiteri preparati ad accompagnare e sostenere con il loro
ministero ordinato quest'opera per la nuova evangelizzazione. Sono
riconoscente al Signore che ha voluto il sorgere di numerose
vocazioni e quindi la costituzione di seminari diocesani e
missionari in vari paesi d'Europa, chiamati col dolce nome della
Vergine Maria, "Redemptoris Mater"."
(Lettera di Giovanni Paolo II ai vescovi riuniti alla convivenza a
Vienna, 12.04.1993)
Di
più sull'evangelizzazione...
LE VOCAZIONI NEL CAMMINO NEOCATECUMENALE
Tutti coloro
che si stanno formando nei seminari Redemptoris Mater provengono
dalle comunità del Cammino Neocatecumenale in cui sorgono molte
vocazioni, anche nei paesi in cui la Chiesa sta passando una "crisi
di vocazioni".
"(…) non mi stupisco, che nel vostro cammino ci sono
vocazioni: in questo c'è la conferma che il vostro cammino è
autentico e risponde alla propria natura e al proprio nome."
(Giovanni Paolo II ai giovani delle comunità neocatecumenali resisi
disponibili per il presbiterato, Vaticano, Cappella Sistina,
31.03.1985)
"Il Cammino Neocatecumenale, come ogni vero itinerario
di catechesi, è anche un "mezzo" per suscitare vocazioni sacerdotali
e di particolare consacrazione a Dio nelle diverse forme di vita
religiosa e apostolica e per accendere nel cuore dei singoli la
vocazione speciale missionaria."
Il Cammino Neocatecumenale è anche uno strumento che si
offre al servizio dei Vescovi per la formazione cristiana dei
candidati al presbiterato.
(…) I questi seminari i candidati al sacerdozio trovano
nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un elemento
specifico e basilare dell'iter formativo e, al contempo, sono
preparati alla "genuina scelta presbiterale di servizio all'intero
Popolo di Dio, nella comunione fraterna del presbiterio" (Giovanni
Paolo II, Pastores dabo vobis, 68)."
(Statuto del Cammino Neocatecumenale, art. 18)
"(…) Si tratta pertanto, di seminari diocesani per la
formazione dei candidati al sacerdozio, che poi verranno incardinati
a servizio delle rispettive diocesi. L'unica loro peculiarità
consiste nel fatto che la partecipazione al Camino Neocatecumenale
costituisce un elemento specifico del loro iter formativo."
(prof. Juan Ignacio Arrieta, Osservazioni canoniche allo statuto del
Cammino Neocatecumenale, in : Il Cammino Neocatecumenale, Statuto)
"È lo Spirito Santo che suscita vocazioni per mezzo di
persone, di questo cammino, di tutta questa struttura organizzativa,
che è umana, ma è aperta al soffio, all'ispirazione dello Spirito
Santo. Io chiedo pertanto, dov'è il punto centrale di questo
processo, che, attraverso il Cammino Neocatecumenale, per mezzo di
diverse persone, di diverse circostanze umane, produce, provoca,
sveglia chiamate al presbiterato e alla vita consacrata,
conventuale. Per cui sono convinto che il punctum saliens, il perno
di tutto ciò sia è la scoperta della ricchezza, della profondità di
Dio, della sacralità del Battesimo. (….) vi auguro di proseguire
lungo questo cammino, che avete scoperto grazie al Cammino
Neocatecumenale, questa via di vita cristiana, di chiamata ad un
cristianesimo autentico per ognuno di noi. E poi che continuiate
questa via della chiamata presbiterale, o alla vita consacrata, che
avete scoperto grazie al Cammino Neocatecumenale."
(Giovanni Paolo II durante l'incontro con i giovani delle comunità
neocatecumenali, Roma, Aula Paolo VI, 28.03.1993)
"(…) perciò apprendo con gioia che, come le vostre,
molte altre vocazioni stanno fiorendo sul sentiero della vostra
spiritualità, il Cammino Neocatecumenale, non solamente qui a Roma
ma in diversi posti, in diversi Paesi dell'Europa e del mondo
intero. E proprio l'approfondimento della vostra vita spirituale
propria in questo cammino, che trova, nell'accettazione del
'radicalismo evangelico', anche un terreno più fecondo per lo
sbocciare di una vocazione. Dio non cessa di chiamare, ma solo la
profonda intimità con Cristo consente di udirne la voce, di
accoglierla con prontezza e di seguirla con perseveranza."
(Omelia del Santo Padre Giovanni Paolo II durante l'Eucaristia
celebrata con la comunità del Seminario Romano "Redemptoris Mater",
Città del Vaticano, Cappella "Redemptoris Mater", 31.10.1993)
"L'esperienza che ho potuto fare nel corso di questi
anni, visitando personalmente il Seminario, così come incontrando i
sacerdoti che sono stati formati all'interno di questo, mi conferma
che il "Redemptoris Mater" è un grande dono per la Diocesi di Roma e
per la Chiesa estesa in tutto il mondo. Questi seminaristi e
sacerdoti, realmente, amano la preghiera e la Parola di Dio,
praticano con fede e disciplina la vita comune, sono completamente
fedeli alla dottrina della chiesa e ravvivati da un grande ardore
missionario. Posso pertanto testimoniare con gioia, o Santo Padre,
che hanno un enorme amore per la Persona di Vostra Santità verso il
Vostro servizio di Successore di Pietro"
(Parole di benvenuto del cardinale vicario Camillo Ruini durante
l'udienza del papa Giovanni Paolo II per il seminario romano "Redemptoris
Mater", 18.03.2004, aula Clementina)
"Sono trascorsi ormai più di sedici anni dall'avvio del
vostro Seminario, che ha rappresentato una esperienza nuova e assai
significativa, in vista della formazione di presbiteri per la nuova
evangelizzazione. Da allora sono sorti nel mondo vari altri Seminari
"Redemptoris Mater", che si ispirano al vostro modello e condividono
le vostre finalità. Particolarmente abbondanti sono i frutti di bene
prodotti nel corso di questi anni dal vostro Seminario. Per essi
rendo grazie con voi al Signore. Per i medesimi frutti desidero
inoltre ringraziare il Cammino Neocatecumenale, nel quale sono nate
e cresciute le vostre vocazioni. Il mio grato pensiero va, inoltre,
ai Fondatori del Cammino, ai quali si deve la felice intuizione di
proporre l'erezione del vostro Seminario e che tanto si prodigano
per favorire nel Cammino stesso la nascita di vocazioni al
sacerdozio e alla vita consacrata."
(Discorso del Santo Padre al seminario diocesano "Redemptroris Mater"
di Roma, 18.03.2004, aula Clementina)
Non sono comunque "seminari neocatecumenali". I
presbiteri ordinati in essi sono disposti ad andare dovunque dove li
invierà il vescovo ordinario della diocesi, rispondendo ai bisogni
delle varie chiese locali:
"(…) questi seminari diocesani appartengono al vescovo.
Noi non abbiamo fatto nient'altro, che aiutare solamente il fiorire
di nuove vacazioni. E il vescovo è colui, che ha a disposizione
questi seminaristi e li invia lì dove effettivamente ce n'è bisogno.
A quelle regioni del mondo dove, per effetto della mancanza di clero
e di sacerdoti è minacciata la fede del popolo."
(Kiko Argüello durante la visita di Giovanni Paolo II al Seminario
'Arcidiocesano Missionario "Redemptoris Mater" di Santo Domingo,
11.10.1992).
"Questi seminari sono diocesani, eretti cioè da Vescovi
diocesani, in accordo con l'Équipe Responsabile internazionale del
Cammino, e si reggono secondo le norme vigenti per la formazione e
l'incardinazione dei chierici diocesani. Sono missionari,
disponibili cioè ad essere inviati dal Vescovo in ogni parte del
mondo. Sono internazionali: provengono da paesi e continenti
diversi, sia come segno concreto della missionarietà, sia come segno
di disponibilità ad essere mandati ovunque. Ma il dato più
significativo di questi Seminari e il rapporto con il Cammino
Neocatecumenale, cioè un cammino di maturazione verso la fede
adulta: cammino che prepara e suscita la vocazioni in molti giovani
prima dell'ingresso in Seminari, li accompagna durante il tempo
della loro formazione e, divenuti presbiteri, continua a sostenerli
nella formazione permanente."
(Ezechiele Pasotti, Nota storica in: Il Cammino Neocatecumenale -
Statuto)
"La vostra concreta destinazione compete infatti
al Vescovo, che ha a cuore sia le necessità della propria Diocesi
sia le esigenze della missione universale. Affidandovi in
atteggiamento di fiduciosa e cordiale ubbidienza alle sue decisioni
voi troverete la vostra pace e serenità interiore e potrete in ogni
caso esprimere il vostro carisma missionario, dato che anche qui a
Roma la pastorale è, e dovrà essere sempre più, caratterizzata dalla
priorità dell'evangelizzazione".
(Discorso del Santo Padre al seminario diocesano "Redemptoris Mater"
di Roma, 18.03.2004, aula Clementina)
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